Mi chiamo Elisabetta, ho 27 anni, sono non vedente dalla nascita a causa di una patologia che va sotto il
nome di retinopatia del prematuro. Ho da poco conseguito la laurea triennale in lingue e vivo a Modena. Dal 2 ottobre 2023, sto frequentando un corso per centralinisti presso l’istituto dei ciechi Francesco Cavazza di Bologna; questa esperienza mi sta facendo molto bene sia sotto il profilo di una vita autonoma, sia dal punto di vista delle nuove amicizie.
Prima di iniziare questa nuova avventura e durante la stesura della tesi, grazie alla mia psicologa, sono
venuta a conoscenza di una famiglia di Modena che ha un figlio disabile; da quando Carolina ha messo in
contatto le due madri, io e questo ragazzo abbiamo iniziato a vederci.
Questa famiglia è composta da quattro persone: Nicoletta, Diego e i due figli Giacomo e Francesco. Quest’ultimo è un ragazzo ipovedente affetto da tetraparesi spastica distonica; Francesco ha necessità di usare la sedia a rotelle, non è in grado di parlare ma si avvale delle espressioni facciali per indicare a chi gli sta intorno ciò che desidera o se qualcosa non gli piace o se gli duole qualche parte del corpo.
Il mio obiettivo era fargli passare un momento piacevole senza stancarlo o annoiarlo, credo che questa opportunità sia stata un’occasione unica e indimenticabile sia per me che per lui.
All’inizio pensavo di donare il mio tempo ed il mio cuore ad un ragazzo con difficoltà maggiori delle mie ed in parte è stato così ma, ho scoperto che questo incontro è stato un aiuto reciproco perché Francesco mi ha fatto sentire utile e questa è stata per me un’emozione meravigliosa.
